La digitalizzazione delle aziende alimentari che appartengono alla filiera della carne sta diventando un passaggio importante e quasi obbligato per il loro consolidamento e la loro crescita nel mercato. Migliora l’efficienza dei processi produttivi e logistici, aumenta la qualità del prodotto e la sua percezione da parte dei consumatori, e garantisce la sicurezza alimentare.

In questo ambito, la tecnologia RFId applicata alla tracciabilità e rintracciabilità alimentare è una soluzione di digitalizzazione molto interessante che apre nuove possibilità. 

Che cos’è la tecnologia RFId?

La tecnologia RFId (Radio Frequency Identification) è un sistema di identificazione automatica che utilizza onde radio per rilevare e identificare gli oggetti dotati di una specifica etichetta RFID. Questa tecnologia può essere applicata in molti settori, tra cui, appunto, quello alimentare.

Scegliere un sistema di tracciabilità alimentare che utilizzi la tecnologia RFId deve tenere conto di alcuni fattori critici: i costi, la precisione e la velocità di lettura, la compatibilità del sistema, la facilità d’uso e l’affidabilità.

Tecnologia RFId: un investimento sostenibile

Nonostante i prezzi siano diminuiti negli ultimi anni, il costo delle etichette RFId è stato per tanto tempo un fattore limitante all’utilizzo della tecnologia nelle aziende agroalimentari che producono carne. Ma negli ultimi anni il prezzo è diminuito e l’utilizzo di questa tecnologia sta diventando sempre più comune.

È importante sottolineare che il costo delle etichette RFId dipende da diverse variabili, come il tipo di tecnologia utilizzata, la quantità di etichette acquistate, il tipo di applicazione e il fornitore. Ad esempio, le etichette RFId passive sono meno costose rispetto alle etichette attive, ma hanno una portata limitata.

Inoltre, la corretta applicazione delle etichette RFId sui prodotti e sui contenitori richiede un’attenzione particolare, al fine di evitare errori di applicazione che potrebbero compromettere la tracciabilità del prodotto lungo la filiera produttiva.

Il costo delle etichette RFId deve essere valutato in relazione ai benefici che la tecnologia può apportare alle aziende agroalimentari che producono carne, come la tracciabilità del prodotto, la riduzione dei costi di produzione e di gestione della logistica, e la garanzia di sicurezza alimentare. In questo senso, l’utilizzo della tecnologia RFId può rappresentare un investimento a lungo termine per le aziende.
La selezione e la scelta dei Tag RFId più idonei al tipo di utilizzo specifico, alle modalità di applicazione e di tracciamento, alle caratteristiche ambientali, è uno dei fattori critici di successo più importanti nei progetti. Esiste una enorme tipologia di Tag e in ogni progetto è fondamentale selezionare quelli che garantiranno il miglior rapporto prezzo/prestazioni nel contesto specifico.

Grazie alla collaborazione diretta con i principali produttori Zuffellato Technologies è in grado di proporre un’etichetta adatta alle necessità aziendali.

La gestione dei dati 

Un’altra criticità è rappresentata dalla gestione dei dati raccolti dalle etichette RFId. La quantità di dati raccolti può essere molto elevata: per ottenere informazioni utili per la gestione e l’ottimizzazione dei processi produttivi e logistici ci deve essere un’elaborazione e una gestione accurate.
Infine, è importante tenere in considerazione le possibili interferenze che possono influenzare la lettura delle etichette RFId. Come, ad esempio, la presenza di materiali metallici o di altri dispositivi elettronici nelle vicinanze dei lettori.

In generale, queste criticità non devono essere considerate insormontabili, ma devono essere valutate attentamente durante la fase di implementazione della tecnologia RFId. Con una corretta pianificazione e gestione del progetto, è possibile minimizzare gli ostacoli e massimizzare i benefici offerti dalla tecnologia RFId nella digitalizzazione della filiera agroalimentare della carne.

RFId: quali vantaggi?

Come abbiamo visto, l’utilizzo della tecnologia RFId può essere inserito in diversi contesti, tra cui la produzione di carne bovina, suina e avicola.
Ma quali sono i suoi vantaggi rispetto ad altre soluzioni come il codice a barre o le strisce magnetiche?

  1. Sicuramente aiuta a migliorare qualità e sicurezza del prodotto: grazie alla tracciabilità garantita dall’RFId, è possibile individuare rapidamente eventuali problemi e intervenire tempestivamente per risolverli.
  2. Ottimizzare la produzione: la tecnologia RFId può essere utilizzata anche per monitorare il processo produttivo, permettendo di individuare eventuali inefficienze che possono compromettere la qualità del prodotto finale.
  3. Automatizzare la logistica: la tecnologia RFId consente di automatizzare il processo di movimentazione delle carcasse perché identifica automaticamente gli oggetti dotati di etichetta RFId. È così possibile effettuare le operazioni di ingresso e uscita delle materie prime dal reparto produttivo in modo automatico, con aggiornamento delle giacenze in tempo reale. È possibile gestire questo tipo di operazioni tramite portale RFId oppure lettore RFId portatile.
  4. Ridurre i costi: grazie all’automatizzazione dei processi e alla conseguente riduzione degli errori umani, si abbassano i costi di produzione e di gestione della logistica.

Mettiamo a confronto le caratteristiche di un sistema di tracciabilità RFId e uno non-RFId.

Caratteristiche Sistema RFId Sistema non-RFId
Identificazione Identifica ogni singolo prodotto tramite un tag RFId Utilizza codici a barre o numeri di lotto per identificare i prodotti
Precisione Elevata precisione di lettura e registrazione dei dati La precisione dipende dalla quella manuale dell’operatore
Velocità Elevata velocità di lettura e registrazione dei dati Più lenta rispetto al sistema RFId
Automazione Il processo è completamente automatizzato Il processo richiede maggiori interventi manuali
Efficienza Elevata efficienza nella gestione del processo produttivo Richiede una maggiore gestione manuale dei dati
Tracciabilità Tracciabilità completa lungo l’intera filiera produttiva Tracciabilità limitata in alcuni punti della filiera
Costo Maggiore investimento iniziale per l’acquisto del sistema Costo inferiore rispetto al sistema RFId
Affidabilità Elevata affidabilità nella registrazione e gestione dei dati Affidabilità dipendente dalla precisione manuale dell’operatore

Implementare le soluzioni RFId nella filiera della carne

Il metodo di Zuffellato Technologies per l’implementazione di una tecnologia RFId nella filiera della carne prevede 6 step.

Analisi requisiti: un’analisi dettagliata dei requisiti dell’azienda in termini di tracciabilità dei prodotti e processi di produzione. Si definiscono i punti critici in cui la tecnologia RFId può fornire il maggior valore aggiunto, come ad esempio la fase di lavorazione, il confezionamento e la distribuzione. Inoltre, vengono valutate le varie opzioni di etichette RFId e lettori per identificare quelle più adatte alle esigenze dell’azienda.

Integrazione di Track Carni: il software Track Carni viene integrato nei processi gestionali aziendali per gestire le informazioni raccolte dalle etichette RFId. Il software è integrato con il sistema preesistente e garantisce la tracciabilità e il monitoraggio, per consentire una completa visibilità della filiera produttiva.

Test e validazione del sistema: si esegue una fase di test preliminare per verificare l’efficacia del sistema RFId. Ad esempio, test di lettura delle etichette RFId in diverse condizioni, come la presenza di interferenze e la distanza di lettura. Questi test si eseguono in tutte le fasi del processo produttivo e di distribuzione.

Implementazione finale: una volta completata la fase di test, il sistema RFId è stato implementato in tutte le fasi della filiera produttiva, dalla produzione alla distribuzione. Le etichette RFId sono state applicate sui prodotti e/o sui contenitori, e i lettori RFId sono stati posizionati nei punti critici lungo la filiera produttiva. Il software, integrato con i sistemi preesistenti per la gestione dei dati, consente la raccolta di informazioni dettagliate sulla filiera produttiva.

Formazione del personale: il personale viene formato sul funzionamento del sistema RFId e sulle procedure da seguire per garantire la corretta acquisizione dei dati. Inoltre, sono stati sviluppati manuali operativi per la gestione del sistema RFId.

Monitoraggio e manutenzione: il sistema RFId è costantemente monitorato per garantire la sua corretta funzionalità e massimizzarne l’efficacia nel tempo. In caso di malfunzionamenti o guasti, si eseguono tempestivi interventi di manutenzione per assicurare la continuità del processo produttivo.

L’implementazione della tecnologia RFId nella produzione, distribuzione e commercializzazione della filiera agroalimentare della carne ha permesso di migliorare l’efficienza e la tracciabilità dei prodotti, ridurre gli errori e migliorare costantemente.

Se desideri maggiori informazioni sulle possibilità offerte dalla tecnologia RFId nell’ambito del settore carni, consulta i nostri esperti! Contattaci e fissa una consulenza.

La tracciabilità dei prodotti ittici nella Blue Economy è fondamentale oggi per regolare un mercato che muove 184,6 milioni di tonnellate di prodotti ogni anno. Prodotti derivati dalla produzione mondiale di pesca e acquacoltura.
Nel mercato ittico globale le produzioni europee si caratterizzano per un’elevata tecnica e un’attenzione sempre crescente a:

  • gestione delle acque
  • alimentazione artificiale
  • controllo della sincronizzazione delle deposizioni di uova
  • vaccini.

Nella Blue Economy la ricerca scientifica e tecnologica lavorano insieme per migliorare la qualità dei prodotti e ridurre l’impatto ambientale. In questo panorama si inserisce Track Ittico di Zuffellato Technologies, il software di tracciabilità ittica che ti consente di avere sotto controllo ogni fase dell’allevamento ittico e della lavorazione della materia prima

I processi della filiera ittica 

La filiera ittica è suddivisa in due principali sottofiliere:

  • pesca: pesce pescato
  • acquacoltura: pesce allevato.

Entrambe confluiscono in una filiera distributiva comune che fornisce il prodotto per la vendita al dettaglio oppure all’ingrosso.

Per il prodotto di allevamento la tracciabilità parte a monte della filiera fino ad arrivare all’allevamento e alle uova. Per questo la filiera dell’acquacoltura viene suddivisa in:

  • mercato a monte: alimentazione, incubazione, stazione di incubazione, vivaio, allevamento
  • mercato a valle: pesca e/o macellazione, distribuzione ingrosso e/o dettaglio consumo.

I regolamenti europei

La complessità e la varietà dei processi della filiera ittica hanno generato un grande numero di leggi, decreti e regolamenti normativi a cui le aziende che operano nel settore devono riferirsi.

La tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti deve generare due tipi di informazioni: informazioni da condividere con gli operatori professionali della filiera e informazioni da comunicare e mettere a disposizione del consumatore finale.

Di seguito i Regolamenti e i successivi decreti che interessano tutti gli operatori del settore ittico.

Regolamento CE n° 104/2000 del consiglio del 17 dicembre 1999 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Regolamento CE n° 2065/2001 della commissione del 22 ottobre 2001 che stabilisce le modalità d’applicazione del regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio per quanto concerne l’informazione dei consumatori nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

Regolamento CE n° 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare.

Regolamento CE n° 1224/2009 del consiglio del 20 novembre 2009 che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca.

Regolamento UE n° 404/2011 della commissionedell’8 aprile 2011 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n° 1224/2009 del Consiglio che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca.

Regolamento UE n° 931/2011 della Commissione del 19 settembre 2011 relativo ai requisiti di rintracciabilità fissati dal regolamento (CE) n° 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio per gli alimenti di origine animale.

Regolamento CE n° 1169/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.

Regolamento CE n° 16/2012 della commissione dell’11 gennaio 2012 che modifica l’allegato II del regolamento (CE) n° 853/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio per quanto riguarda i requisiti relativi agli alimenti congelati di origine animale destinati al consumo umano.

Regolamento UE n° 1379/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2013 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, recante modifica ai regolamenti (CE) n° 1184/2006 e (CE) n° 1224/2009 del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n° 104/2000 del Consiglio.

 

Decreto Ministeriale 27/03/2002 – Etichettatura dei prodotti ittici e sistema di controllo e successive modifiche relative a denominazione in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale.

Decreto Ministeriale 31/01/2008, DM 05/03/2010, DM 23/12/2010 e modifica 12/08/2011 relative a denominazione in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale.

Decreto Ministeriale 10/11/2011 – Controllo della commercializzazione ai sensi del Reg. (CE) n° 1224/2009.

Decreto Direttoriale n°155 del 28/12/2011 individua le procedure e le modalità attuative degli obblighi previsti dal DM 10/11/2011 e successive modifiche ed integrazioni.

Decreto Ministeriale 25/07/2013 riferito a Reg. (CE) n° 104/2000, Reg. (CE) n° 2065/2001 e Reg. (CE) n° 1224/2009.

Tracciabilità e rintracciabilità ittica

La tracciabilità e rintracciabilità degli alimenti permette di ricostruire e seguire il percorso di un alimento lungo tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione, dalla distribuzione alla vendita al consumatore finale.

Avere ben chiari e tracciati tutti i passaggi della filiera ittica, come del resto di quella agroalimentare, consente di isolare un lotto produttivo in caso di emergenza, vigilare sulla sicurezza alimentare del consumatore, gestire e controllare eventuali situazioni di pericolo. Così si può bloccare, ritirare o richiamare un prodotto che costituisce un rischio per la salute del consumatore.

Track Ittico

Track Ittico è il software di tracciabilità ittica progettato da Zuffellato Technologies. È lo strumento che ti permette di commercializzare i prodotti ittici in modo efficiente sia sul mercato italiano che internazionale. Rispettando i requisiti espressi dai recenti Regolamenti emanati dall’Unione Europea in merito ai criteri di tracciabilità e rintracciabilità della Blue Economy.

Con Track Ittico avrai sotto controllo tutti i processi di lavoro dell’acquacoltura:

  • pesca
  • lavorazione
  • confezionamento
  • distribuzione GDO/HORECA

nel pieno rispetto dei protocolli di qualità.

Che cosa puoi fare con Track Ittico?

GESTIONE ANAGRAFICHE Durante il ciclo di vita verranno tracciati gli spostamenti nelle vasche differenti da quella di partenza, si terrà conto della movimentazione e del calcolo delle masse. Verranno registrate le somministrazioni di cibo, di antibiotici e gli eventuali decessi.

GESTIONE MAGAZZINI Il magazzino, tenendo conto delle somministrazioni, modificherà le scorte e suggerirà il riapprovvigionamento.

SPOSTAMENTI MASSE A seconda del metodo di smistamento, il software potrà essere collegato con bilance o pese.

GESTIONE VASCHE E DISPONIBILITÀ

INTERROGAZIONE VASCA Cliccando sul tasto Interroga vasca, sarà possibile visionare gli esemplari ospiti con i relativi dati.

REGISTRAZIONE TEMPERATURA Misurazione della temperatura di ogni vasca, necessaria alle previsioni di crescita e alle condizioni riproduttive.

TRACCIABILITÀ DALLA PESCA ALLA DISTRIBUZIONE Seguendo tutte le fasi di vita e lavorazione, sarà possibile interrogare la tracciabilità.

Ti permette inoltre di generare etichette con codici a barre che semplificano il lavoro degli operatori e assicurano la massima precisione dei dati di tracciabilità.

Con Track Ittico tuteli l’origine del prodotto per i marchi di qualità. Puoi valorizzare i prodotti green realizzati con materie prime ottenute da pesca sostenibile e attraverso processi produttivi rispettosi dell’ambiente.
Chiedi una demo gratuita di Track Ittico e scopri quello che può fare per te!

 

 

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La Regione Emilia Romagna, con uno stanziamento di 25 milioni di euro e con Delibera di Giunta regionale n. 1171 dell’11 luglio 2022, supporta le PMI del territorio con un bando per la digitalizzazione delle imprese a fondo perduto.

I fondi sono destinati a quelle imprese che vogliono realizzare e adottare di soluzioni innovative in campo digitale, per aumentare la loro competitività sia a livello nazionale che internazionale. Soluzioni finalizzate a introdurre in azienda più moderne tecnologie digitali nei processi produttivi e organizzativi, nei prodotti e servizi e nelle reti di distribuzione e vendita.

La trasformazione tecnologica e digitale delle imprese della regione è l’obiettivo di questo bando, i cui progetti devono avere un importo minimo di 20.000 €. 

Quali sono i destinatari?

Possono partecipare al bando le micro, piccole e medie imprese operanti in tutti i settori di attività economica con un’unità operativa in Emilia Romagna, indipendentemente dalla loro forma giuridica. Sono escluse solo le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura di cui al regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio, e le imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.  

Quali interventi sono ammessi? 

Gli interventi devono essere finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi e organizzativi aziendali e dei prodotti.

Soprattutto per quanto riguarda l’implementazione di soluzioni digitali nelle catene di fornitura, vendita ed e-commerce, distribuzione di beni e logistiche, nei processi di erogazione dei servizi, nei sistemi di comunicazione e di marketing.

I progetti dovranno essere avviati a partire dalla data del 1° luglio 2022 e conclusi entro la data del 31 dicembre 2023 e avere un importo totale non inferiore a 20.000 €

Quindi sono ammissibili le spese fatturate e sostenute nel periodo intercorrente tra il 1 luglio 2022 e il 31 dicembre 2023, che siano relative a:

  • acquisto di strumenti, attrezzature, macchinari hardware, software e/o servizi erogati nella soluzione cloud computing e SAAS (Software as a service)
  • realizzazione di piccoli interventi edili, murari e di arredo strettamente collegati e funzionali all’installazione di strumenti, macchinari e attrezzature
  • acquisizione di consulenze specialistiche legate all’implementazione dei processi oggetto di intervento
  • costi generali per la definizione e gestione del progetto, compreso l’addestramento del personale per l’acquisizione delle nuove competenze richieste per effetto dell’implementazione del progetto di digitalizzazione.

A quanto ammonta il contributo?

Il contributo a fondo perduto è del 40% della spesa ritenuta ammissibile.
Il contributo complessivo concedibile non potrà comunque superare l’importo massimo di € 150.000,00 €

La misura del contributo è incrementata del 5% nel caso in cui, al momento della presentazione della domanda, sussista uno di questi requisiti:

  • il progetto abbia una ricaduta in termini occupazionali
  • l’impresa richiedente abbia una rilevanza della presenza femminile oppure giovanile
  • per le imprese con fatturato annuo pari o maggiore a € 2 mln se siano in possesso del rating di legalità
  • nel caso in cui il proponente operi, con riferimento alla sede dell’intervento, in particolari aree/zone.

H2: Quando presentare la domanda? 

Le domande di contributo dovranno essere presentate attraverso l’applicativo Sfinge 2020 all’interno della seguenti finestre temporali:

  • dalle ore 10.00 del giorno 13 settembre 2022  alle ore 13.00 del giorno 20 settembre dovranno essere presentate le domande relative ai progetti che prevedono la realizzazione di una parte della spesa, per almeno il 20%, nell’anno 2022.
  • dalle ore 10.00 del giorno 21 settembre 2022 alle ore 13,00 del giorno 20 ottobre 2022, dovranno essere presentate le domande relative ai progetti che non prevedono la realizzazione di una parte della spesa nell’anno 2022.

Alla domanda andrà allegato un breve video di presentazione del progetto e un’attestazione rilasciata da soggetto aderente alla rete regionale per la transizione digitale.

Zuffellato Technologies per la transizione digitale

Se quindi stai pensando di rinnovare il software gestionale della tua impresa questo è il momento giusto per farlo.

Contattaci per scoprire insieme a noi quali soluzione digitali possono essere messe in campo per implementare i tuoi processi di vendita, la logistica o la filiera produttiva.
E ricorda che il bando copre anche i costi di consulenza, per la quale Zuffellato Technologies è sempre al tuo fianco.
Soluzioni innovative, tecnologie avanzate e modulari che si costruiscono a misura della tua azienda.

Sfrutta tutte le opportunità che si presentano per affrontare il futuro con noi!

Per maggiori informazioni e dettagli sul bando consulta il sito della Regione Emilia-Romagna.

Nel 2022 le imprese italiane potranno usufruire di un credito di imposta rafforzato per gli investimenti in beni immateriali 4.0.
Questo per effetto del decreto Aiuti (D.L. n. 50/2022, art. 21) presentato ad aprile 2022, che ha l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese su tutto il territorio nazionale.

Ma vediamo nel dettaglio quali investimenti rientrano nel decreto e quali sono i termini del suo ottenimento. 

Quali investimenti rientrano nel decreto? 

Gli investimenti che rientrano nelle agevolazioni del decreto Aiuti sono i beni immateriali strumentali nuovi funzionali ai processi di trasformazione 4.0. Li definisce l’Allegato B della legge di Bilancio 2017 (legge n. 232/2016), come integrato dall’art. 1, c. 32, legge di Bilancio 2018 (legge n. 205/2017).

Rientrano quindi tra i beni agevolabili:

  • software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop shipping nell’e-commerce;
  • software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva e partecipativa, ricostruzioni 3D, realtà aumentata;
  • software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio.

Sono agevolabili anche le spese che si sono sostenute per i servizi che consentono l’utilizzo dei beni ammissibili mediante soluzioni di cloud computing.

Chi beneficia del credito d’imposta? 

Beneficiano del credito d’imposta per gli investimenti in beni immateriali 4.0 tutte le imprese residenti nel territorio italiano a prescindere da:

  • forma giuridica
  • settore economico di appartenenza
  • dimensione
  • regime fiscale di determinazione del reddito.

Sono invece escluse:

  • le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) o da altre leggi speciali oppure che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
  • le imprese destinatarie di sanzioni interdittive (art. 9, c. 2, D.Lgs 231/2001).

Per usufruire del credito d’imposta è inoltre obbligatorio il rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e l’adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Nel caso si riscontrino inadempienze l’impresa perderà il diritto al credito.

Come richiederlo? 

Il credito d’imposta verrà erogato per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022. Quindi anche per quelli effettuati entro il 30 giugno 2023, a condizione che il venditore abbia accettato il relativo ordine e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo totale di acquisizione entro il 31 dicembre 2022

L’aliquota del credito di imposta è aumentata dal 20% al 50% fino a un massimo di 1 milione di euro. Il beneficio viene erogato in compensazione, più precisamente in 3 quote annuali di pari importo.

Le imprese che si avvalgono del credito d’imposta devono inviarne comunicazione al ministero dello Sviluppo Economico tramite PEC all’indirizzo benistrumentali4.0@pec.mise.gov.it entro il 30 novembre 2023.

Le imprese sono inoltre tenute a:

  • conservare la documentazione che dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili, pena la revoca del beneficio
  • indicare nelle fatture e negli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni l’espresso riferimento alle disposizioni agevolative
  • produrre o una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli nell’elenco di cui all’Allegato B alla legge di bilancio 2017. 

Se stai pensando a un processo di digitalizzazione della tua impresa è il momento giusto per metterlo in atto! Zuffellato Technologies è al tuo fianco per darti tutta la consulenza che ti serve.